14. Come Leviatano.

Perché risulta più duro il sedile di un banco che quello di una sedia, benché entrambi siano di legno? Perché si sta sofficemente distesi su un'amaca, benché le sue trame sono ordite con corde abbastanza dure? Perché soffici risulta soffice una rete metallica di fil di ferro?  Non è difficile immaginarselo. Il sedile di un semplice banco è piano, e quando ci sediamo su di esso il nostro corpo ha solo una piccola superficie di contatto, sulla quale si concentra tutto il suo peso. La sedia, al contrario, ha il sedile concavo, e ciò fa sì che la sua superficie di contatto col corpo sia maggiore e che il peso si distribuisca su tutta questa superficie.  In questo caso, ogni unità di superficie sopporta meno carico e, pertanto, meno pressione.
Cioè, tutto si riduce al fatto che la pressione è distribuita in una maniera più uniforme. Quando riposiamo in un letto soffice, nel materasso si forma un vuoto che si adatta alla forma del nostro corpo. La pressione si distribuisce abbastanza regolarmente su tutta la superficie della nostra metà inferiore, in maniera tale che ogni centimetro quadrato sopporta solamente alcuni grammi. Non è quindi strano che, in queste condizioni, siamo comodi.
Posso esprimere facilmente tutto ciò in cifre. La superficie del corpo di una persona adulta è uguale, approssimativamente, a 2 metri quadrati o a 20.000 centimetri quadrati. Supponiamo che, quando siamo stesi sul letto, la parte del nostro corpo che sta a contatto con esso, e che sente la pressione, è approssimativamente uguale a 1/4 della sua superficie totale, cioè pari a 0,5 metri quadrati o a 5.000 centimetri quadrati. Mediamente il corpo umano pesa circa 60 kg o 60.000 g, il che vuol dire che ogni centimetro quadrato sopporta solamente 12 g. Invece, quando ci stendiamo su una tavola liscia, il nostro contatto con la superficie di appoggio si riduce a diverse piccole superfici la cui area sommata in totale è pari circa ad un centinaio di centimetri quadrati. Quindi, su ogni centimetro quadrato ricade ora una pressione di mezzo chilogrammo, invece di una decina di grammi. La differenza è considerevole ed il nostro corpo la sente immediatamente;  per quel motivo diciamo che la tavola “è dura”.
Ma anche il letto più duro può sembrare soffice, purché la pressione del nostro corpo si distribuisca regolarmente su una gran superficie. Supponiamo, per esempio, di stenderci su argilla soffice e che l'impronta del nostro corpo rimanga impressa su di essa. Se ci alziamo e lasciamo che l'argilla si asciughi (asciugandosi l'argilla si contrare di un 5-10 per cento, ma ammettiamo che ciò non accada) fino a diventare dura come la pietra, e dopo ci corichiamo nell’impronta che lasciammo in questo stampo di pietra, avremo la stessa sensazione che su un materasso di piume, nonostante la sua durezza. Cioè somiglieremo al Leviatano dei versi di Lomonosov:

Per accrescere la sua forza,
Giace su acute rocce,
Disprezzando la sua durezza,
Come se fossero soffice limo.

Ma il motivo per cui non sentiamo la durezza di questo letto non è la nostra "grande forza", bensì la buona distribuzione del peso del nostro corpo su una grande superficie di appoggio.
Durante il decollo e l'atterraggio delle navicelle spaziali i cosmonauti sopportano grandi sollecitazioni. Il loro peso può aumentare da 10 a 14 volte. Affinché possano resistere a queste sollecitazioni senza danno per la loro salute, i loro sedili si fabbricano con una plastica speciale, alla quale è dato la forma esatta del corpo.

HomePage.jpg - 10129 Bytes
ritorna all'indice