3. Come si fa per saltare da un vagone in corsa?

Se noi facessimo questa domanda a qualsiasi persona, ci risponderebbe, con tutta sicurezza: "In avanti, nella direzione del movimento del vagone, di accordo con la legge dell'inerzia." . Ma se noi insistessimo che ci spiegasse in concreto tenendo conto della legge d'inerzia, è facile indovinare quello che accadrebbe al nostro interlocutore: inizierebbe a dimostrarci la sua idea con tutta sicurezza ma, se noi non l'interrompiamo, non tarderebbe ad avere qualche perplessità.
Risulterebbe infatti che, a causa dell'inerzia, bisognerebbe saltare all’indietro, quindi contro il senso di marcia del vagone.
In realtà, la legge d'inerzia gioca in questo caso un ruolo secondario, mentre la ragione principale è un’altra. Se noi non consideriamo questa ragione principale, noi arriveremo alla conclusione che bisogna saltare sempre indietro e mai in avanti.
Tuttavia, supponiamo che dobbiamo saltare da un vagone in movimento: che cosa succederà?  Quando saltiamo dal vagone in movimento, il nostro corpo, allorché si distacca da esso, ha la sua stessa velocità muovendosi per inerzia, e tende a continuare a muoversi in avanti. Se saltiamo quindi nella direzione del senso di marcia, invece di diminuire la velocità, l'aumentiamo.  Da ciò si deduce che bisogna saltare all'indietro e non in avanti. Questo perché, saltando all'indietro, la velocità che riceviamo dal salto va a sottrarsi dalla velocità che il nostro corpo possiede per inerzia e, quindi, la forza a cui è soggetto il nostro corpo quando tocca il suolo, è minore. Ciò nonostante, ogni volta che bisogna saltare da qualche veicolo in movimento, in tutto il mondo lo si fa in avanti, cioè nella sua direzione di marcia. Indubbiamente questo è il miglior sistema e, inoltre, è così ben provato che sconsigliamo seriamente ai nostri lettori di provare gli inconvenienti del salto all’indietro.
Come si spiega ciò?  Si spiega per la semplice ragione che la trattazione precedente non era né giusta né completa. Perché sia se saltiamo in avanti sia se saltiamo all'indietro, rischiamo di cadere, dato che la parte superiore del nostro corpo continuerà a muoversi, mentre i nostri piedi, toccando terra, si fermano.   La velocità alla quale continuerà a muoversi il nostro corpo sarà maggiore quando saltiamo in avanti. Ma la cosa importante è che cadere è in avanti è molto meno pericoloso di cadere all'indietro. Nel primo caso, possiamo, come si fa di solito, lanciare una gamba avanti o se, la velocità del veicolo è non è piccola, correre per vari passi, ed in questo modo eviteremo la caduta.
Questo è il movimento normale che pratichiamo usualmente camminando. Perché il camminare, dal punto di vista della meccanica, come già dicemmo nell'articolo precedente, non è altro che una serie di cadute del nostro corpo in avanti, le quali si evitano anticipandole con la gamba corrispondente. Quando cadiamo all'indietro, questo movimento di gambe non può venirci in soccorso e, pertanto, il pericolo è maggiore. Infine quando cadiamo in avanti, ha anche importanza il fatto che possiamo buttare le mani in avanti e farci meno danno che quando cadiamo di spalle.
Da tutto questo si deduce che la sicurezza che ci offre il salto in avanti si deve più a noi stessi che all'effetto dell'inerzia. È chiaro che ciò non vale per gli oggetti inanimati:  una bottiglia lanciata da un vagone nel suo senso di marcia cadendo si rompe più probabilmente che se si lancia all'indietro.  Per questa ragione, se dovete saltare qualche volta da un vagone in marcia, gettando preventivamente il vostro bagaglio, dovrete lanciarlo all'indietro questo e dopo dovrete saltare in avanti.  In realtà persone che hanno esperienza, come i conduttori di tram ed i controllori,  normalmente saltano di spalle all'indietro. Con ciò ottengono due vantaggi:  uno è quello di diminuire la velocità che il corpo ha per inerzia;  l'altro, quello di evitare il rischio di cadere di spalle, poiché comunque saltano a faccia avanti rispetto alla direzione di possibile caduta.

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